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Si
vogliono evidenziare alcuni percorsi di montagna che si possono
effettuare sul territorio del comune di Bocenago. Si è
deciso di non riportare gli itinerari più "classici",
di fondovalle in quanto già molto conosciuti, apprezzati
e facilmente identificabili.
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Elaborazione
carta topografica a cura di Angelo Alberti.
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ITINERARI
PROPOSTI
N.
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LUNGHEZZA
KM.
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TEMPI
MEDI
ORE
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DISLIVELLO
METRI
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1
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1.9
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1.30
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100
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2
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5
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2.30
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300
|
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3
|
8
|
4
|
500
|
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3a
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0.9
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0.30
|
180
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3b
|
1
|
0.45
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250
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3c
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1.3
|
1
|
300
|
|
4
|
12
|
8
|
950
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5
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13
|
11
|
1300
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NOTE:
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Tutti i dati meno le varianti, sono riferiti all'abitato
di Bocenago;
-I dati di 3a. 3b. 3c. sono riferiti alla singola
variante; (vedere anche la descrizione degli itinerari).
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E' l'itinerario più breve e più "riposante"
tra quelli proposti; si svolge quasi pianeggiante (solo un piccolo
dislivello iniziale), tra prati e boschi alternati di conifere
e cedui, passando ai piedi delle cascate del "Masanel".
Attraversa inoltre, la storica frazione di " Canisaga",
distrutta dalla peste del 1630, (quella descritta dal Manzoni
ne "I promessi sposi"), assieme alla frazione di "Varcè".

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Il
secondo itinerario si snoda quasi
chiusa al traffico veicolare (salvo le
che si incontra è quello tipico
ruscelli, convalli e le caratteristiche
interessanti. Il percorso può essere
i numerosi sentieri esistenti
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interamente
su strada forestale,
deroghe di legge). Il paesaggio
caratterizzato da prati, boschi,
"case da munt" con scorci
variato a piacimento utilizzando
(vedi cartina).
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L'itinerario utilizza parte del percorso 2 dal quale prosegue
in direzione della località "Val Bassa", da dove
continua completamente pianeggiante, toccando via via le località
"Pertaghi", "Zucal", "Gimun". Richiede
un discreto allenamento e un paio di scarpe comode. Panoramiche
interessanti sulla Valle e sulle cime circostanti. Le scorciatoie
3a, 3b,3c, consentono alternative a piacimento sia all'andata
che al ritorno, tenendo però presente la superiore pendenza.
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Da
solo e ancor più insieme all'itinerario n.
5, costituisce un percorso molto lungo e impegnativo,
pur essendo privo di difficoltà alpinistiche,
soprattutto per il notevole dislivello. Non essendo
chiuso ad anello come gli altri, è necessario
effettuare il ritorno sullo stesso percorso oppure,
in alternativa, combinarlo con l'itinerario n. 5,
da fare preferibilmente all'andata. Sia nell'uno che
nell'altro caso, la fatica sarà ripagata dagli
incantevoli scenari
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che
si osservano, oltre alle numerose specie di piante e di
fiori (quasi tutti protetti) che si incontrano. Non di rado
si possono incontrare, prestando la massima attenzione e
soprattutto restando in silenzio, numerose specie di animali
selvatici come il capriolo, il camoscio, la lepre bianca,
l'aquila reale, il gipeto o avvoltoio degli anelli (ricomparso
solo da pochi anni proveniente dall'Austria), i galli cedrone
e forcello ecc. Una sosta al "Grass delle Zerle"
è quasi d'obbligo sia per prendere fiato, sia per
ammirare l'incantevole luogo, che da solo può costituire
una meta appagante. A metà circa della traversata,
si incontra la "Casina dala Puza" che, oltre a
costituire un punto di riferimento per il ristoro, costituisce
anche un ottimo rifugio in caso di maltempo. All'estremo
"sud" del percorso c'è la località
detta "Campìol", confine comunale e testata
della "Val di Manec".
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L'itinerario
è complementare ed in parte alternativo al precedente
e si svolge in gran parte sullo sparti acque tra la Val
Rendena e la Val d'Algone. Partendo dal "Grass",
si sale gradualmente toccando via via la "Busa dai
Cavai", "la Bona" e "Prabel". La
"Pòta" è la cima più alta
della catena (m. 2054) da cui inizia la discesa. Qui la
descrizione dell'itinerario n. 4 viene ulteriormente esaltata
per la bellezza dei panorami sulle principali vette e ghiacciai
circostanti dei gruppi Adamello-Presanella e Brenta. La
quota che si raggiunge ma sopratttutto gli orizzonti circostanti,
consentono di assaporare appieno il gusto e le sensazioni
che promanano dall'ambiente alpino.
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